martedì, giugno 24, 2008

il suo nome è Giancarlo


questo è decisamente un giorno da segnare, evidenziare, ricordare e memorizzare in ognuna delle vostre agende. finalmente dopo tre anni di ossequioso silenzio, dopo un'acuta osservazione del suo abbigliamento, delle sue letture, delle sue espressioni, dei suoi movimenti, dei suoi sguardi ho raccolto tutto il mio (pochissimo!) coraggio e mi sono presentata...si chiama Giancarlo e come già sapevo (dato che sono tre anni che lo sento chiacchierare sulla metropolitana) ha una voce profonda ed un sorriso bellissimo, disarmante. Un primo passo l'ho compiuto, con il terrore che lui possa (con tutte le ragioni di questo mondo!) pensare che io sia una pazza scatenata...una mitomane furiosa, una donna megalomene e del tutto fuori di testa, che probabilmente dopo questa stretta di mano gli ossessionerà la vita...

ora mi scatta il melodramma (voi immaginate una musichetta di sottofondo, degna dei migliori film drammatici della storia del cinema!)! se solo sapesse quante volte ho aspettato che salisse sul quel vagone, quante volte ho sperato di incrociare il suo sguardo, un suo sorriso, di incontrarlo (come qualche volta è capitato!) di vederlo in un luogo che non fosse un trenino sotterraneo della pareti celesti. se solo immaginasse quante notti giancarlo ha fatto parte dei miei sogni, quante volte ho sperato che la sua mano sbattesse sulla mia spalla e che girandosi mi chiedesse scusa, quante volte ho immaginato di chiedergli se quella stessa sera fosse impegnato e se avesse voglia di fare una passeggiata...quante volte ho desiderato cantare con lui, trovarmi con lui sotto un palco, ballare, ridere, scherzare...sapere cosa si nasconde dietro a quel sorriso rivisto infinite volte e cercato tra le facce della gente che popola la metropolitana ogni mattina. ma sarà possibile desiderare tutto ciò? sarà possibile emozionarsi a tal punto per un perfetto sconosciuto???

ancora mi tremano le gambe se ripenso alla sua stretta di mano, alla sua voce che pronuncia il suo nome e alla sua espressione di sorpresa nel vedermi avvicinare e lui e nel presentarmi, banalmente, senza troppi giri di parole, ma con un'emozione forte che credo abbia percepito...

e ora? !?

mercoledì, maggio 21, 2008

aiuto, c'è un uomo nel mio bagno!

questa devo proprio raccontarla...stamattina arrivo in ufficio e, dopo aver sistemato le mie cose, comodamente sulla scrivania che somiglia più al banco di un suk (mercato marocchino) che ad un tavolo da lavoro, mi accomodo nel mio lussuoso bagno. da quando ho cominciato a lavorare in questo ufficio (sono precisamente appena trascorsi tre anni) mi chiedo in continuazione chi abbia avuto l'idea di mettere la doccia in sto bagno e soprattuto se qualcuno mai l'abbia utilizzata. l'unico uso che ne faccio io è per quei miseri esseri viventi che ogni tanto mi porto in ufficio, dicesi piante, e che nonostante le mie premurose cure ed attenzioni (!!!) tirano sempre le cuoia. mah. comunque a parte le digressioni a cui non sono per ora in grado di dare risposta, questa mattina entro in bagno e mi accomodo e ad un certo punto sento degli strani rumori provenire dalla finestra. non capisco bene cosa siano, sembano fruscii, foglie secche che si spostano, ma non arrivo a comprendere dove e verso dove. dopo qualche secondo di silenzio compare una voce e finalmente tutto mi appare più chiaro e anche un po' anomalo: c'è un uomo che cammina su quella specie di terrazzino che si vede subito fuori dalla finestra del mio bagno. ODDIO C'E' UN UOMO NEL MIO BAGNO, penso. e ora cosa faccio? sgattaiolo fuori dal locale di servizio, sperando che non mi abbia vista, con una buona dose di imbarazzo e mi chiedo: ma sarà mai possibile non riuscire a trascorrere neppure quei pochi minuti che dobbiamo dedicare a noi stessi in santa pace???? per qualunque risposta vi rimando a "Sogno B", una delle canzoni migliori di Daniele Silvestri.

martedì, maggio 20, 2008

sogno o son desta?

Per favore rassicuratemi e ditemi che qualche volta è successo anche a voi! sono ben due settimane che ogni mattina, più o meno alla stessa ora, (intorno alle 4!) mi sveglio dopo aver fatto il medesimo sogno...tutte le notti infatti sogno che salgo sulla metropolitana e incontro il fatidico uomo del metro. Insomma un vero e proprio sconosciuto irrompe nei miei sogni, ogni notte, con cadenza regolare. Forse parlare di sconosciuto non è poi così appropriato, dato che il suddetto ragazzo lo incrocio, da tre anni a questa parte, praticamente ogni giorno sullo stesso vagone della metropolitana (siamo evidentemente due abitudinari!) alla stessa ora. Dato che da tre anni lo osservo leggere, muoversi, chiacchierare, guardare, pensare, ascoltare. Dato che in questi tre anni ho imparato come si veste, che occhiali porta (montatura sottile in metallo, con le stanghette blue), che ha un minuscolo orecchino al lobo sinistro, che ha i piedi piccoli e una voce grande e profonda, che quando sorride diventa bellissimo (tiziana non fare obiezioni, l'aspetto esteriore non è tutto, ma il sorriso è fondamentale!) che legge La Repubblica e Linus (questo l'ho scoperto giusto stamattina!). Insomma un quasi perfetto sconosciuto fa irruzione nei miei sogni e io cosa dovrei fare???? Raccontarlo a lui, ammesso di riuscire mai a trovare il coraggio, raccontarlo ad uno psicanalista? per ora mi limito a raccontarlo qui, in attesa di suggerimenti. Potete aiutarmi?

martedì, aprile 08, 2008

tutta la vita davanti

Davvero dobbiamo avere pazienza ed attendere, perchè tanto abbiamo tutta la vita davanti??
Con questo nuovo film Paolo Virzì mostra tutto il suo splendore. Dopo aver affrontato il ritratto del maestro che aiutò Napoleone nel suo esilio sull'Isola d'Elba, Virzì torna ai suoi temi più cari: la divisione della nostra società tra chi arranca, ma tenta sempre di sopravvivere e chi, con mezzi faticosamente conquistati invece può permettersi di affrontare, pur sempre arrancando, la vita con intelligenza. Nella prima categoria ovviamente si annoverano gli ultimi moderni, quelli che non hanno studiato, quelli che vivono in case semi abbandonate, che guardano il Grande Fratello e seguono appassionatamente le vicende dei suoi protagonisti. Ma in questa stessa categoria rientrano anche quelli che vivono in case di lusso, rigorosamente leopardate, con armadi stracolmi di vestiti e che si rifugiano nella fantasia, in una vita che non c'è, fatta di amori e gravidanze immaginarie.
Alla seconda invece appartiene Marta, mia omonima, filosofa quanto me, pronta ad arrabattarsi in professioni improvvisate, pur di vivere e di riuscire, nei ritagli di tempo, a coltivare il proprio sogno.
Quel che è certo è che Virzì ci regala la fotografia di uno spaccato del nostro mondo di oggi, dell'Italia nel 2008 e dei giovani o meno giovani che la abitano e la vivono. Ci racconta, con ironia (come solo lui sa fare!) la disperazione che spesso porta a fare scelte drastiche e la voglia di affermazione che comporta il distacco da affetti e sentimenti importanti. Ma soprattutto ci racconta delle storie di uomini e donne, vite che si intrecciano con altre e che si influenzano a vicenda.
La voce fuori campo di Laura Morante, ma soprattutto gli occhi attenti e sempre sorpresi di una bambina occhialuta rendono il racconto quasi "incantato", come una fiaba moderna, una fiaba dei giorni nostri. Ed è così che la caverna di Platone ed il Demiurgo vengono compresi solo da questa bimba, dalla sua capacità disarmante di guardare negli occhi Marta e di dirle che da grande vorrà essere una filosofa anche lei...

martedì, aprile 01, 2008

la bambina filosofica...esperienza delirante!

gironzolando in libreria (non faccio nome, per ovviare ai soliti problemi pubblicitari, quindi mi limito ai cognomi: feltrinelli!) mi sono imbattuto nel nuovo volumetto de la bambina filosofica. Simpatica serie di aforismi e citazioni filosofiche, sfogliate e interpretate da una piccola bimba bisbetica, riflessiva e cinica, creata dalla penna, anzi matita di vanna vinci. La bimbetta, reduce da due altri volumetti dove si inerpicava e tentava di sopravvivere alla realtà di tutti i giorni oppure si imbatteva nel tentativo di scrivere un libro, questa volta ripropone citazioni e frasi celebri tratte da tutti i mondi culturali di ieri, oggi e magari domani...
almeno un buono spunto, sorprendente, leggero, spensierato e comunque sia efficace da cui far partire qualche interessante riflessione...provateci, va bene anche per accompagnarvi in viaggio, per portarvi nelle braccia di morfeo o per provare ad esprimervi al meglio nel vostro angolo più intimo!

martedì, marzo 11, 2008

ci sono anche io che ho da inventarmi il futuro...io

Oggi gira così...cito l'intro di una canzone che mi piace molto, anche se tristissima... La perdita di un obiettivo, di una ragione per alzarsi la mattina e lottare per qualcosa, fosse anche il nostro miglior nemico, è l'assenza più grande che possiamo provare
...e si, è proprio così! sembra 1banalità, ma solamente quando non ci sono più alcune persone, alcuni sentimenti, ci rendiamo conto di quanto fossero importanti per noi.
Paradossale diventa allora non comprendere che una ragione per vivere, per sorridere al giorno che sta arrivando o per ringhiare alle prime luci del mattino e al raggio di sole che ci butta giù dal letto, deve comunque

esserci. La ragione è ovviamente diversa per ognuno di noi, è più o meno chiara...forse è persino più di una. Per qualcuno può essere addirittura fare guerra al proprio nemico, minare la strada di un collega insolente, vendicare le briciole dell'inquilino di sopra finite sulle lenzuola p
ulite, prendersi gioco del marito che crede di averla fatta franca, ma in realtà quel colletto sporco di rossetto rosa e quel succhiotto sul collo non è mica passato inosservato, punire la cassiera del supermercto che tutte le volte schiaccia la frutta sotto le scatole di tonno, preparandoci la borsa della spesa, distruggere la televisione in un momento di rabbia, vedendo comparire quei meravigliosi 37 denti di SantoSilvietto, seguire ragazza dai capelli sottili e lo sguardo triste che si incrocia tutte le mattine sul tram, sfiorare il mando del cane del signore con quello strano bastone bianco che si vede tutte le mattine davanti alla scuola, aprire la posta elettronica e scoprire di aver ricevuto quella mail che si attendeva da giorni...





giovedì, marzo 06, 2008

la dura legge del gol...


questa volta mi limito ad una citazione molto poetica...che mi è stata segnalata
roba per maschi veri e per non-borghesi, dicono!
godetevela, voi che potete!
si alza dalla sedia del bar chiuso
lentamente Cisco e all'improvviso dice:
"Voi non capite un cazzo
è un po' come nel calcio"
E' la dura legge del gol
fai un gran bel gioco però
se non hai difesa gli altri segnano
e poi vincono
Loro stanno chiusi ma
alla prima opportunità
salgon subito e la buttan dentro a noi
la buttan dentro a noi . . .
Si alza dalla sedia del bar chiuso l
entamente Cisco fa un sorriso e dice:
"Noi abbiam capito tutto
è un po' come nel calcio"
E' la dura legge del gol
gli altri segneranno però
che spettacolo quando giochiamo noi
non molliamo mai
Loro stanno chiusi ma
cosa importa chi vincerà
perché in fondo lo squadrone siamo noi
lo squadrone siamo noi

giovedì, febbraio 21, 2008

consigli per gli acquisti...o meglio per visionari!



Finalmente ieri, dopo un discreto peregrinare, sono riuscita a vedere il tanto sospirato film La ragazza del lago. Bello, niente da dire. L'idea di ambientare un film quasi giallo tra i monti del Carso udinese è buona e si sposa bene con la positiva lentezza della pellicola. Ovviamente a primeggiare su tutti l'interpretazione di Tony Servillo, che nei panni di un commissario di polizia napoletano, trapiantato nell'Est Italia, intuisce negli occhi dell'assassino la disperazione e l'angoscia che lo hanno portato a compiere un duplice omicidio. Sullo sfondo di sentimenti taciuti, di un silenzio familiare portato all'eccesso da un gesto disperato, un lago magico (o presunto tale!) la cui storia viene raccontata nei primi cinque minuti dal matto del paese. Un lago contornato da un bellissimo bosco di pini, dove nella stagione invernale compare un serpente che riesci ad addormentare per sempre chiunque osi guardarlo fisso negli occhi. E nell'immaginario del matto è proprio questo ciò che succede ad Anna, ha osato guardare a lungo, ripetutamente negli occhi il suo assassino, suscitando nel suo animo, con quel suo sguardo dirompente e denunciante, la disperazione angosciante di chi ammazza per amore.
Simile, seppur con contenuti diversi, questo film mi ha ricordato un tranquillo, ma profondo film sulla periferia veneta, girato da Mazzacurati e uscito pochi giorni dopo La ragazza del lago.
La giusta distanza ha sempre come protagonista una ragazza, giovane, bella, venuta questa volta da lontano e non una del paese, come succede nell'altro film, catapultata in un piccolo paesino di poche anime. "Il paese è piccolo e la gente mormora" una volta si diceva, ma nonostante il mormorio di fondo, nonostante in piccoli centri come quelli ritratti nei due film tutti sappiano tutto di tutti, resta quel sottile filo conduttore di cose taciute, di momenti immobili nella vita di ogni singolo abitante, sconosciuti anche al più curioso dei vicini di casa, che sanno trasformere un piccolo gesto in una vera e propria tragedia cittadina. Si perchè in questi paesi difficilmente succede qualcosa. Il momento che viene ricordato con maggiore fervore è solitamente quello della festa del paese, le danze lungo il fiume accompagnate da orchestrine di provincia, momento in cui le ragazze addocchiano gli uomini rimasti liberi e si fanno corteggiare dal più appetibile tra questi. Ma è nel silenzio dell'apparenza dove si nascondono i segreti più profondi e proprio lì si celano gli scheletri spesso innocenti, ma qualche volta così ingombranti da farsi inevitabilmente scoprire. E quando si scoprono, per paura di giudizi, per paura di voci troppo pesanti, le conseguenze di solito sono devastanti.
Storie semplici insomma, quelle raccontate nei due film. Così semplici da incarnare davvero la realtà della provincia di oggi, dove tutto sembra scorrere più lento che in città, dove tutti si salutano uscendo di casa e si incontrano a prendere il caffè nel bar della piazza e si raccontano del pettegolezzo del giorno.


lunedì, gennaio 28, 2008

"Persuasione Togliatti o Degasperi"?

Cari lettori della Zarina ieri, domenica 27 gennaio, giorno della memoria, si è svolto il primo atto, quello più popolare, quello più vicino e direttamente coinvolgente per i paullesi, di costituzione del Circolo del Partito Democratico. 150 votanti, con risultati eccellenti anche per le votazione, dato la prima posizione è ricoperta dalla più giovane dei candidati, Sara. Un momento che ha segnato una svolta epocale, forse anche meno, comunque una svolta nella storia anche del piccolo borgo lombardo del sud milanese. Coperta la targa del vecchio partito, smontate le bandiere, con qualche momento di nostalgia e di tristezza, si è aissato il nuovo simbolo e per tutto il giorno una brezza piacevolemente e pungentemente primaverile ha fatto svolazzare la nuova bandiera. Che dire? che certamente la gente ancora dimostra di crederci, nonostante tutto quello che ci circonda. Che tutto sembra decadere, ma i buoni e sani ideali restano sempre in piedi, nonostante il clima nazionale non sia dei migliori. Che le polemiche apparentemente spurie di comici che si improvvisano saccenti, con il semplice vezzo di spazzare via il marcio, ma anche con la presunzione di fare di tutta l'erba un fascio, attecchiscono, ma non più di tanto. Che a livello di paese il coinvolgimento è ancora possibile e che va ovviamente portato avanti nel migliore dei modi possibili e con la massima trasparenza e chiarezza e partecipazione. E questo ovviamente rincuore e riscalda ancora gli animi di noi italiani, che nella politica ci crediamo e per la politica, quella sana, senza interessi e senza sotterfugi ancora spediamo le nostre facce. Per tutto questo calore ovviamente va detto grazie...grazie per la fiducia!
La giornata di domenica ha comunque lasciato spazio a qualche aneddoto e tanti piacevoli incontri e confronti su come sta andando l'Italia e il mondo, nel giorno in cui i Kennedy hanno espresso il loro appoggio a Barack Obama. Il primo simpatico episodio riguarda certamente Pieroz, che con la sua simpatica ironia sabato e domenica ci ha regalato tanti sorrisi. Vale la pena che io spenda qualche parola di elogio nei suoi confronti, gli è dovuta! In effetti ha colto al volo la mia sfida e ha saputo convincere con mezzi a me ignoti (?) Ester a far parte di questa grande famiglia. Ovviamente la politica e il gruppo che si costituisce intorno ad essa è fatto soprattutto di rapporti umani, di scambi di idee e discussioni, ma anche di amicizia, di affetto e di sorrisi...e ovviamente Pieroz potrebbe essere definito un baluardo di tutto ciò! Ogni tanto bisognerebbe sorridere un po' di più, aprire un po' meno le ali verso voli pindarici e tornare a ridere di se stessi e a prendere la vita e prima di tutto noi stessi con maggiore ironia.

martedì, gennaio 15, 2008

...eppure sentire


A un passo dal possibile

A un passo da te

Paura di decidere

Paura di me

Di tutto quello che non so

Di tutto quello che non ho

Eppure sentire

Nei fiori tra l'asfalto

Nei cieli di cobaltoc'è

un senso di te...

Eppure sentire

Nei sogni in fondo a un pianto

Nei giorni di silenzio - c'è

un senso di te.

Eppure sentire

Nei fiori tra l'asfalto

Nei cieli di cobalto - c'è

un senso di te...

Eppure sentire

Nei sogni in fondo a un pianto

Nei giorni di silenzio - c'è

Un senso di te

Stamattina mentre ascoltavo questa canzone ho risentito quello che sento dentro, quello che mi fa pensare a te e che ti fa essere presente anche quando non ci sei. Mentre ritrovavo i miei pensieri e le mie emozioni in queste parole mi sono commossa... Proprio come mi hai scritto tu qualche tempo fa...un cuore che cerca sente che qualcosa gli manca, ma un cuore che ha perduto sa di cosa è stato privato...

venerdì, gennaio 04, 2008

comincia il 2008, si chiude un'era...


Dico addio...per davvero questa volta. Dopo aver subito un tentato furto alla fine del mese di novembre, la mia macchinina, che mi ha accompagnata su strada negli ultimi 12 anni, passerà in mano altrui..quanti ricordi! quante avventure, belle e brutte, sperimentate con questa quattro ruote...Solo il primo importante momento trascorso in auto, ovviamente alla guida...Erano solo pochi giorni che avevo la patente ed ebbi il coraggio di fare ben 15 km circa per arrivare sino a Locate a vedere un concerto con Tiziana e Luca. Fu un'esperienza tragica: Luca ha passato tutto il viaggio di andata a dirmi di accellerare o di frenare, così per il ritorno si è meritato la postazione posteriore...

Quante avventure trascorse con la mia mitica punto, quanti km fatti all'inseguimento di gruppi e concerti, soprattutto quelli della Bandazza..

Beh vedremo di fare altrettanto con l'auto che verrà! Addio mia cara macchinina...

domenica, novembre 25, 2007

permettetemi una considerazione...

..brevissima e senza pretese!forse questi giorni saranno per me l'inizio di un nuovo percorso...di una strada ovviamente in salita, ma altrettanto ovviamente ricca di nuove esperienze e magari anche, mi auguro, di qualche piacevole sorpresa!
mi è stato offerto un imporante, credo, ruolo di responsabilità in una nuova realtà politica che vuole aprire orizzonti certamente più ampi e freschi, ma soprattutto dotata di nuove logiche. ho accettato questa nuova sfida con un po' di incoscienza e con l'entusiasmo che da sempre cerco di mettere nelle cose che faccio credendoci. un nuovo orizzonte di persone, facce, voci, esperienze e soprattutto tante cose nuove da imparare che trasformeranno anche se solo in parte la mia vita quotidiana. un percorso che naturalmente, come ogni nuova esperienza, mi richiederà di mettermi in parte in gioco, di dare un pezzetto della mia persona per qualcosa che mi auguro possa servire agli altri. un lavoro di gruppo, un nuovo gruppo, che sicuramente richiederà lo sforzo di un dialogo costante e di un impegno forte per migliorare o almeno provare a migliorare alcuni meccanismi in parte superati e in parte non più apprezzati come un tempo. mi piace citare in questo momento uno dei più grandi pensatori esistenti al mondo, Nietzsche, prendendolo come spunto per la mia voglia di imparare e per la mia volontà di giungere a quella antica consapevolezza socratica..."Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere".

venerdì, novembre 23, 2007

parole, parole, parole...

Spesso mi viene il dubbio che tante parole servano proprio a poco, mentre in altri casi una parola in meno ci lascia costantemente nel dubbio di non aver detto o fatto abbastanza. Dilemma esistenziale quindi: meglio essere sintetici e quindi magari omettere dei particolari oppure vuotare subito il sacco?
La questione mi assale in giorni come questi, dove spesso mi ritrovo a discutere con chi mi circonda per qualcosa di non detto o non esplicitato. Ma non a caso il dubbio mi assale proprio ora di fronte ad un'azione che forse non avrei dovuto compiere...delle parole che probabilmente era meglio non scrivere. Ma del resto ormai è andata e come suggerisce uno dei più conosciuti proverbi, inutile piangere sul latte versato, rivolgo a voi il mio quesito interiore.
Sempre a proposito di dilemmi mi tornano in mente le riflessioni di una cara amica, molto preparata sul comportamento dei comuni bipedi, meglio ancora se maschietti. Si discuteva, proprio un paio di sere fa, se fosse meglio andare alla ricerca di una persona, da intendersi in senso sentimentale, più simile a noi stessi oppure se direzionare la minuziosa ricerca su qualcuno che in realtà sembrerebbe apparentemente avere poco da spartire con noi. Ovviamente muniti di dati e di esperienze vissute, parrebbe che il tanto sospirato dogma che sentenzia sull'attrazione degli opposti non risulterebbe poi così campato per aria. Insomma per farla breve, due persone che sembrano non condividere gli stessi interessi e soprattutto gli stessi stili di vita, in realtà parrebbero avere tutte le potenzialità necessarie per intraprendere e soprattutto far durare la loro relazione!...dilemma, grande dilemma!
A questo punto verrebbe da chiedersi come è possibile trovare un punto di incontro, un percorso in comune tra due persone che in comune non sembrerebbero avere proprio nulla.
Di fronte a questo dilemma, sorridendo, mi visualizzo un futuro difficile, molto difficile, soprattutto per la sottoscritta...ma bisogna avere fede, giusto?

giovedì, ottobre 18, 2007

...da troppo tempo!

Da tanto tempo non scrivo più, forse troppo! ma ho avuto la necessità
di rimettere insieme i pensieri oltre al bisogno di recuperare la mia vita di sempre, dopo i ritmi forzati dei giorni scorsi...e allora eccomi di nuovo qui, inevitabilmente cambiata dentro, arricchita di un'esperienza che forse tutti dovrebbero fare nella vita!
Solo un nome e una foto per fermare nella memoria multimediale l'emozione provata nel vedere un luogo a mio avviso maledetto e disumano, come troppi ne esistono al mondo: Mauthausen. Difficile è immaginare oggi l'orrore che tanti uomini hanno compiuto nei confronti di un'umanità innocente, uomini, donne, bambini, ridotti a schiavi, privati della loro identità, trattati peggio di animali.
Vedere quello che è stato e pensare anche solo per un istante di poter essere tra quelle fila, semplicemente per un'idea politica manifestata, per una ribellione resa pubblicamente palese, mi fa domandare come possa essere stato possibile e mi fa venire voglia di leggere, studiare, capire qualcosa che forse da capire non ha proprio nulla, vista la logica schizzofrenica con cui sono state uccise milioni e milioni di uomini e donne. Oggi ci sembra che tutto questo possa essere stato soltanto un incubo, quello dei più orribili e quello che forse in tanti vorrebbero dimenticare, per non svegliarsi di soprassalto la notte, pensado agli orrori commessi. Ma questo non è giusto! Solo per tutte quelle persone che hanno lottato, con la propria vita, con la propria identità, con la propria forza per la libertà di tutti gli uomini, per fare riavere l'identità perduta a migliaia e migliaia di persone, è doveroso ricordare, è necessario tramandare i racconti, le testimonianze vissute direttamente o indirettamente a tutti quelli che abbiamo intorno e che qualche volta danno per scontato che valori come la libertà, l'ugualianza, la possibilità di esprimersi sotto diverse forme siano tutti diritti ormai acquisiti e invalicabili. Questa scala, simbolo delle fatiche quotidiane a cui i deportati di Mauthausen erano costretti a sottoporsi e motivo per cui tanti di loro perivano a causa del pesante carico di granito che portavano sulle spalle, può essere letta come una metafora ai giorni nostri. Salire quei gradini con sulle spalle il peso di un ricordo così ingombrante, con tutta la forza che abbiamo dentro di noi, alimenta la speranza di poter arrivare in cima, così da riuscire a mantere vivi e liberi noi stessi attraverso la continua lotta per i principali diritti che ogni uomo dovrebbe avere...mai smettere di lottare!!!

giovedì, settembre 27, 2007

il regalo per un'amica


da sempre non amo i regali materiali...o meglio preferisco regalare, a coloro a cui voglio bene, un'emozione, una sensazione...qualcosa insomma che vada oltre la semplice materialità. Allora quest'estate, in occasione del compleanno di un'amica vicinissima seppur lontana, io e la Marti ci siamo ingegnate e abbiamo escogitato un piano...poco strutturato, ma molto organizzato. Insomma niente di che, ma semplicemente abbiamo deciso di studiare una sorpresa per Cecilia, che ancora quindi non sa a cosa sta andando incontro...

Tanto per darle una mano le abbiamo dato qualche indizio e ora ci siamo arenati, dato che il nuovo suggerimento è il più difficile da reperire data la particolarità dell'oggetto da cercare. Allora per utilizzare questo mezzo potentissimo, che arriva alle facce di tutti e che sicuramente giugerà anche agli occhi della diretta interessata, eccomi a scrivere e a mostrare un'immagine importantissima...che ritrae lo "strumento" con il quale la Cecilia nazionale dovrà scarrozzarci nei prossimi anni, in particolare durante l'estate del 2009, quando io personalmente darò una svolta drastica alla mia vita!

allora hai finalmente capito cosa ti abbiamo regalato? lo so, non puoi credere ai tuoi occhi...ma l'abbiamo trovata da un'appassionato di collezionismo nelle campagne del parmese e abbiamo deciso di fare questa follia...sarà pronta per il fine settimana del mio compleanno o al massimo per quello del 1 novembre...così ci porterai a torino con questa! ti piace????

venerdì, settembre 14, 2007

la storia della volpe puzzona...

Questa storia è dedicata ad Andrè che l'ha sentita raccontare dalla sottoscritta in vacanza e ne è rimasto affascinato...
Si narra infatti, nei tradizionali racconti popolari sardi, a me gentilmente offerti da Anna, che la volpe rossa, scientificamente classificata come vulpes vulpes, abiti volentieri le impervie distese verdi, ma non troppo, della Gallura e che trascorra, nascosta nei boschi, troppo spesso conosciuti per i numerosi incendi estivi, la sua vita.
La volpe, dal manto morbidamente rossiccio, trova infatti nella fitta boscaglia del nord Sardegna tutto quello di cui ha bisogno e addirittura anche un mare fantastico ed invidiabile. La stagione degli amori volpini è l'inverno, momento in cui il canide tende ad accoppiarsi con i suoi simili a fini riproduttivi. Ed è proprio qui che si colloca la leggendaria storia della Volpe puzzona, raccontatami da Anna. Prima dei mesi dell'accoppiamento la Volpe è impregnata di ormoni che causano un forte e cattivo odore, detto volgarmente puzza. Questo fenomeno da me piacevolmente denominato come "il periodo della volpe puzzona" coincide con i mesi più caldi dell'anno, più precisamente con agosto. In questo periodo infatti l'animale notturnamente furbo è solito attraversare le boscaglie di notte e arrivare sino al mare per fare un bagnetto nelle calde acque notturne. La storiella ha appassionato i miei compagni di viaggio durante le vacanze, soprattutto quando una notte nel centro della Croazia, abbiamo rischiato di investire uno di questi animaletti, tanto simpatico quanto furbo, ricosciuto subito grazie al particolare colore rossarstro del suo manto, oltre che ovviamente dal suo olezzo. Aspetto da voi altre informazioni sulla vita della Vulpes vulpes

lunedì, settembre 03, 2007

piedini croati...

è ormai passata più di una settimana da quando sono rientrata dalle vacanze e in questo momento sono soltanto un bel ricordo, nella memoria e nel cuore. Il ricordo lo voglio riassumere con questa immagine dove l'occhio più attendo ed esperto potrà vedere le mie compagne di viaggio e così capire che sorta di vacanza mi sono goduta quest'estate...


risparmio i soliti ringraziamenti...e mi dedico a qualche piccolo racconto di avventure e disavventure. primo su tutti, durante il soggiorno croato il nostro "mastro chia" ci ha insegnato una sua sua originale performance, che pochi di voi avranno il privilegio di poter assimilare come propria e ancora spero possano sperimentare sul campo. La performance e denominata dal suddetto "mastro chia" del rodeo e lascio alla vostra immaginazione cosa possa sottendere, ma vi assicuro che non arriverete mai al vero contenuto...


il ricordo che resta più vivo in me è però sicuramente quello del 15 di agosto, sera, momento in cui le mie capacità intellettive e uno dei miei senti ha perso notevole potere di assimilazione, trasformandomi in una sorta di mr. magoo in gonnella per il resto della vacanza.


In ultimo, ma sicuramente è ciò che più mi è rimasto nel cuore, la complicità con Ceci e Marti, le risate, le chiacchiere notturne e diurne e gli speteguless. Che dire dei maschietti? certamente che Lorenz d'Arabia si è dimostrato, se mai ce ne fosse bisogno, un ottimo avventuriero e perfetto compagno di viaggio, Mastro chia simpatico intrattenitore, nonchè dispensatore di pillole di saggezza e, dulcis in fundo, Tom ottimo degustore di Activia, oltre che il migliore amico di Mr Yellow. Un abbraccio grande quindi all'allegra combricola Milano- Romagna, che in questi giorni mi manca davvero tanto e spero torni a ritrovarsi per la prossima estate, magari con una nuova meta!!!!!!!!!!

ah dimenticavo...a voi ora il compito di individuare il legittimi proprietari dei piedi qui ritratti...






venerdì, agosto 31, 2007

benvenuta alice!

Ieri, giovedì 30 agosto, alle prime luci del mattino è arrivata in questo mondo una persona che ha tutte le potenzialità per essere già descritta come meravigliosa...si chiama ALICE, pesa ancora pochi chili, misura qualche centimetro, ma è certamente un concentrato di felicità per i suoi due splendidi genitori: Stefano e Manuela.
Un abbraccio a questa giovanissima famiglia e un augurio ad Alice che sia sempre serena e trovi in se e negli altri una grande gioia di vivere!
Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole mentre il mondo sta girando senza fretta. Irene al quarto piano e' li' tranquilla che si guarda nello specchio e accende un'altra sigaretta. E Lilì Marleen bella piu' che mai sorride non ti dice la sua eta', ma tutto questo Alice non lo sa. Ma io non ci sto piu' grido' lo sposo e poi tutti pensarono dietro i cappelli lo sposo e' impazzito oppure ha bevuto, ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa non e' cosi'che se ne andra'. Alice guarda i gatti e i gatti muoiono nel sole mentre il sole a poco a poco si avvicina. E Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina. E rimane li' a bagnarsi ancora e il tram di mezzanotte se ne va ma tutto questo Alice non lo sa. Ma io non ci sto piu' e i pazzi siete voi tutti pensarono dietro i cappelli lo sposo e' impazzito oppure ha bevuto ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa, non e' cosi' che se ne andra'. Alice guarda i gatti e i gatti girano nel sole mentre il sole fa l'amore con la luna. Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello, ma e' convinto che sia un portafortuna. Non ti chiede mai pane o carita' e un posto per dormire non ce l'ha, ma tutto questo Alice non lo sa. Ma io non ci sto piu' grido' lo sposo e poi tutti pensarono dietro i cappelli lo sposo e' impazzito oppure ha bevuto, ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa non e' cosi' che se ne andra'...che se ne andra'...

mercoledì, agosto 29, 2007

Che vergogna!!!!!!!!

In tanti mi definiscono patetica, con la spiccata propensione al melodramma. Qualcuno mi descrive come rigida e bacchettona e qualcun'altro come pakkista...addirittura in sti giorni un amico mi ha dato dell'ottimista. Personalmente, pur non piacedomi spasmodicamente gli incasellamenti e le recinzioni virtuali date dalle definizioni, mi definirei timida. Non venitemi a dire che non è vero, perchè questo significherebbe che non mi conoscente fino in fondo come credete...fondamentalmente credo di essere un'anima timida, pur riescendo la maggior parte della volte a mascherare il mio stato di rossore pensato. Insomma mi viene ancora da arrossire quando incrocio una persona che nel profondo del mio cuore e nel segreto del mio inconscio mi piace, mi vengono le palpitazioni quando devo fare un intervento in pubblico, quando devo parlare con qualcuno considerato pubblicamente importante, mi agito più dei diretti interessati quando devo celebrare un matrimonio (una delle incombenze del mio incarico di amministratore comunale!) e tutto il resto...ora pensate pure ad eventuali argomentazioni per smentire la mia teoria su me stessa, ma sappiate che sono fermamente convinta delle mie caratteristiche! Quello che più mi incuriosisce della mia timidezza è invece la ragione della sua esistenza...che sia un fatto caratteriale ci può stare, ma penso che sia da sommare al carattere anche un fattore legato a questioni culturali e sociali, o forse addirittura anche genetiche...che dite? insomma il fatto di essere cresciuta in una famiglia modesta, dove i miei genitori mi hanno sempre insegnato che ad essere onesti si è sempre nel giusto e soprattutto che prima di tutto bisogna contare su se stessi e poi sull'aiuto degli altri, ma che la parte migliore delle nostre azioni è quella che compiano in completa autonomia di pensiero, tenendo pur sempre conto della presenza di chi ci circonda, vorrà pur dire qualcosa? Probabilmente l'unica scuola che mi ha fatto combattere in parte la timidezza insita nella mia persona è stata la politica...anche se devo confessare che ogni volta che mi si presenta l'occasione di dover parlare in pubblico (soprattutto se il pubblico è nutrito!) continuano a sudarmi le mani, i pensieri prendono in volo e si incrociano a menate su possibili figuracce, su potenziali costronerie che potrei sfoderare con le mie parole o sull'imbarazzo di bloccarmi senza riuscire più a ricominciare...
ricordo che tempo fa c'era chi teorizzava che poteva essere utile per parlare in pubblico con meno ansia immaginare un pubblico fatto di persone nude e credo che questo sia lo stesso principio con cui ai seminari di fotografia ci si mette a ritrarre la gente, come mamma ci ha fatti...così da far sentire meno in imbarazzo chi è di fronte all'obiettivo! ma sarà vero che funziona???
in attesa che si inventi un antidono alla timidezza, rifletto, fiduciosa, sulle cause della mia...solo partendo da queste potrei scegliere di superarla del tutto, no???
altrimenti come faccio a presentarmi nuovamente al mio begnamino Finaz, senza l'ausilio di un intermediario???????????

lunedì, agosto 27, 2007

...investo sul mio futuro!



eccomi di nuovo qui! davvero pensavate non sarei più tornata???? in effetti per qualche attimo l'ho sperato anche io, invece eccomi di nuovo qui...inesorabilmente qui, tornata anche questa volta nella umidissima pianura padana.
Da oggi si riprendono quindi i ritmi di sempre: sveglia presto alla mattina, colazione a casa, coda di almeno 40 minuti in paullese, metropolitana, due passi e ancora una giornata in ufficio...insomma il solito tran tran.
Proprio per ovviare a questo stato abitudinario oggi ho deciso di fare un importante investimento sul mio futuro...non voglio ancora rivelare di cosa si tratta, dato che se si dovesse rivelare un insuccesso almeno resterà una faccenda sommersa. In caso contrario sarò pronta, anzi prontissima a sbandierarlo ai quattro venti! sono infatti bastate poche lire per spalancarmi, almeno in potenza, un portone, quel fatidico portone che il mio mitico zio pino, con la sua nostrana saggezza romana, mi ha più volte descritto...per ora devo quindi sono mettermi d'impegno e sperare che tutto vada per il meglio e se così sarà, fra qualche giorno se ne leggeranno delle belle!!!!!!!!!!!!